PREVENZIONE

La prevenzione oggi, all'alba del terzo millennio, rappresenta uno degli strumenti attraverso i quali si caratterizza una sanità di eccellenza.

Poche sono le risorse economiche destinate ai progetti di prevenzione, soprattutto si tratta di percorso riservato per tradizione sociale e culturale al sesso femminile, molto raramente al maschile.

La donna ha sempre privilegiato la cultura della prevenzione, a partire dall'adolescenza fino all'età adulta, poichè correlata con la maternità, con la conservazione della specie.

Per il sesso maschile è diverso: l'uomo non ha una specifica figura  medica di riferimento analogamente al sesso femminile.

La soppressione della visita di leva ha inoltre eliminato un importante filtro socio-sanitario che consentiva, al compimento del 18° anno di vita, di effettuare uno screening socio sanitario epidemiologicamente significativo della salute maschile.

Per quanto attiene all'apparato urogenitale, diverse erano e sono le patologie riscontrate e quindi curabili.

Nel database della SIA (Società Italiana di Andrologia) sono riportati i risultati delle esperienze di prevenzione uro-andrologica nella fascia di età adolescenziale (14-19 anni).

Mi preme ricordare alcune pietre miliari della prevenzione quali quella del Prof. Menchini Fabris e del Dott. Rizzotto nel 1992 presso il distretto militare di La Spezia su 74.988 diciottenni, ove fu riscontrata un'incidenza  del 45% di patologie uro-andrologiche, quella del Prof. Carmignani a Genova  nel 1993  in cui, su 2.000 visite di leva, vennerro diagnosticate il 27,5% di patologie andrologiche di cui il 20% in prima diagnosi.

Nicola Mondaini nel 1998 su 11.649 visite di leva rileva 33,4% di patologie andrologiche di cui 89% di prima diagnosi.

Questa alta incidenza ha portato anche ad estendere anticipatamente le visite andrologiche in un progetto spontaneo di prevenzione primaria e poi secondaria anche in molte scuole italiane.

Papini ad Arezzo valuta, tra gli anni 1993-2009, 8.500 giovani tra i 13 ed i 14 anni, riscontrando il 28% di patologie di cui il 13,39 % di solo varicocele.

Teo Zenico nel 2009, in Emilia Romagna, visita 7.300 ragazzi di età dai 14 ai 19 anni con incidenza del 40% di patologia, Mondaini e Maggi nel 2009-2010 estendono il progetto e valutano 25.000 ragazzi tra i 14 e i 19 anni riscontrando un'incidenza di patologia del 33%, a Biella Silvani visita 1.400 giovani con riscontro del 28,5% di patologie andrologiche, varicocele, idrocele, fimosi, testicolo ritenuto, ernia inguinale e due casi di Sindrome di Klinefelter.

Numeri elevati, percentuali rilevanti riguardanti patologie come, varicoceleì, fimosi, testicolo ritenuto, ernia inguinale, recurvatum congenito dell'asta, neoplasia del testicolo etc.

Trattasi di patologie che, se non trattate, possono diventare causa di infertilità in eta adulta o disfunzione erettile, come per il recurvatum congenito.

Abbiamo ben presente oggi quanto sia incrementata nel maschio italiano la precentuale di infertilità e quante coppie siano avviate ai programmi di procreazione medicalmente assistita.

Nel corso degli incontri con i giovani è stato anche compreso che esiste nell'ambito dell'apparato urogenitale e delle sessualità una profonda carenza conoscitiva degli elementi di base dell'anatomia e fisiopatologia urogenitale insieme ad una diseducazione all'affettività ed ai sentimenti.

Da queste esperienze, dalla valutazione dei loro risultati e da un'attenta riflessione sull'importanza della prevenzione in età adolescenziale, nasce ANDRO SALUTE DOMANI, un'Associazione di promozione sociale rivolta prevalentemente alla prevenzione delle patologie andrologiche in età adolescenziale, ma non solo. (Guarda il video di presentazione dell'Associazione)

L'obiettivo è quello di fare prevenzione non solo secondaria, attraverso le visite, ma anche primaria attraverso programmi di informazione ed educazione anche ai sentimenti.

 

Raccomandazioni per una prevenzione efficace

  1. Recarsi dall'andrologo una volta l'anno a partire dai 14 anni, analogamente alle ragazze in questa fascia d'età

  2. Educazione all'autopalpazione del testicolo. Questa neoplasia ha la maggiore incidenza infatti tra i 15-35 anni d'età

  3. Rivolgersi con urgenza al medico in caso di trauma genitale o dolore testicolare persistente da più di un'ora. Questo per prevenire i danni da trauma testicolare e le lesioni irreversibili correlate alla torsione del funicolo spermatico.

  4. Conoscenza  dell'anatomia e fisiologia sessuale maschile e femminile

  5. Evitare fumo, sostanze dopanti e alcool. L'abuso di queste sostanze può danneggiare la fertilita del giovane in età adulta

  6. Praticare un'attività sportiva sana, evitando ricorso agli anabolizzanti. Nelle palestre talora la diffusione del testosterone avviene attraverso il consumo di integratori alimentari. Nei giovani è sempre più diffusa la tendenza a sviluppare un corpo perfetto, emulando personaggi dello spettacolo, nella convizione che questo possa consentire un maggiore successo sociale, affermazione nel lavoro e migliori rapporti con l'altro sesso. Nasce quindi una nuova generazione di body builder con una sindrome particolare definita reverse anorexia, in cui l'obiettivo è il massimo sviluppo della massa muscolare ricorrendo ad anabolizzanti e ad una dieta spiccatemente iperproteica

  7. Rispetto ed educazione ai sentimenti

  8. Rispetto ed educazione alle diverse forme di amore

  9. Corretta alimentazione. La globalizzazione porta ad un consumo eccessivo di carboidrati e glicidi con una popolazione di giovani spesso in sovrappesso nel momento piu delicato delle vita, cioè l'adolescenza, in cui tuto cambia, si sviluppa e si modifica

  10. Utilizzo del profilattico, evitando il coito interrotto. Il profilattico previene gravidanze indesiderate oltre a malattie a trasmissione sessuale. La cultura del corretto uso del profilattico non è ancora completamente diffusa tra I giovani. Alcuni interpetano infatti l'uso del condom come una mancanza di fiducia verso la partmer. Il concetto è completamente all'opposto

Il rispetto del decalogo di raccomnadazioni non previene in modo assoluto l'insorgenza di patologie e/o danni dell'apparato urogenitale ma è in grado di permettere una diagnosi precoce affinchè si possa intervenire tempestivamente con misure terapeutiche efficaci che evitano il danno d'organo e funzionale.